Il libro dei bambini di Antonia S. Byatt

Recensione di Muriel
 
Un’opera importante, documentata, articolata, che racconta le vicende di alcune famiglie inglesi tra il 1860 e la prima guerra mondiale. La narrazione procede come una partitura musicale, è corale e si svela nella sua tragicità scoprendo, man mano che si procede, nuovi dettagli oscuri. C’è la famiglia del curatore dell’Albert Museum di Londra, poi c’è la famiglia Wellwood, una famiglia matriarcale tenuta in piedi da Olive, scrittrice di romanzi per bambini e dallo sfaccendato dongiovanni Humphry. I Fludd, il cui padre è un ceramista depresso e, infine, la famiglia Stern di origine tedesca. Le storie dei bambini di tutte queste famiglie si intrecciano partendo da una situazione quasi idilliaca in cui pare che ai bambini della società fabiana sia concesso di vivere assecondati nelle proprie inclinazioni e incoraggiati a trovare la propria strada. In realtà non sarà così e le storture verrano fuori un po’ per volta. Infine arriva la prima guerra mondiale a stroncare definitivamente le aspettative. Degna di nota è la precisione storica e la meravigliosa descrizione dell’esposizione universale di Parigi, alla quale sembra di aver partecipato dono aver letto il passaggio del libro. I bambini rappresentano le infinite possibilità che si offrono ma anche il gioco degli adulti e i condizionamenti che essi esercitano, presentando un contesto frustrante che inibisce anzichè incoraggiare.

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