Padania Blues di Angelo Ricci

Recensione di Cassandra

Piccoli dettagli irrisolti o del tutto soluzionati e le nebbie della pianura sono quelle di ogni luogo nel mondo.
Cattiverie inattese che scoprono il nervo di un’umanità falsamente ecumenica e mite.
Bontà paradossali e non te le aspetteresti mai, chiuso nei confini provinciali dei tuoi archetipi padani.
Schegge che si piantano sotto le unghie mentre cerchi di calmare la tua crosta dalla noia d’una puntura e ti risalgono al cuore lungo le vene.
Acidi irrefrenabili che rivolano in succhi già compressi da un diligente e rassegnato Super-io; irritanti come lo è la verità svelata e inconfutabile a una ragione che suona di moneta.
Ossimori fastidiosi che mitigano in dolci consuetudini. Negli argini di campi di riso, fuori dal tempo e dallo spazio ma dentro ad ogni luogo del ricordo in un “ovunque” atteso e un consueto “fuori-che-qui”.
Logici, come di rado il genere umano.
Belli.
Racconti
“….E il tempo diventa della fredda disillusione dei figli. Amore infinito ma costretto dal misurarsi pieno con chi da noi, non è più di noi. E ci detesta…..”
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