Imola a teatro: un marzo americano

Articolo di Lorenza

È un mese tutto americano il marzo dei teatri imolesi.

Si comincia il 17 marzo ore 20 al Teatro Osservanza con la diretta dal National Theatre di Londra di Uomini e topi, il capolavoro del premio Nobel John Steinbeck, con James Franco e Chris O’Dowd e si prosegue allo Stignani dal 24 al 29 marzo con Morte di un commesso viaggiatore, del premio Pulitzer Arthur Miller, con Elio De Capitani e Cristina Crippa nei ruoli di Willy Loman e consorte.
I due classici della letteratura americana ci parlano di crisi. Crisi economica ma anche crisi dei valori e delle relazioni umane, perché quando manca il lavoro mancano le basi della dignità stessa. Crisi del maschile, direi anche: in entrambi i testi sono soprattutto gli uomini ad agire in scena: i due amici George e Lennie, che vagano per l’America della Grande Depressione alla ricerca di un impiego e Willy Loman, commesso viaggiatore giunto a fine corsa dopo una vita alla disperata ricerca del successo. Sulla scena le donne hanno ruoli cruciali e marginali allo stesso tempo: scatenano il desiderio dei protagonisti o li sostengono nelle loro scelte e fallimenti ma non sono al centro dell’azione. Gli uomini fanno e disfano, le donne subiscono la crisi, ma non hanno strumenti per contrastarla in alcun modo. Questa impotenza, questo avere le mani legate di fronte al precipitare degli eventi drammatici accomuna tutti i personaggi dei due drammi dove il sogno del riscatto sociale e materiale si intreccia con l’incapacità di vedere la realtà per come è, fino all’epilogo che trascina tutti i personaggi in un vortice di disperazione. Non c’è via di fuga nella visione dei due autori americani che non offrono risposte né suggeriscono consolazione.

Ma uno spiraglio in tanta tristezza forse esiste. “Un uomo ammattisce se non ha qualcuno. Non importa chi è con lui, purché ci sia.” In Uomini e topi l’amicizia tra l’operaio George e Lennie il gigante è l’affetto che li salva, ciò che li fa andare avanti, mentre Loman trova nella moglie Linda l’unica alleata in grado di alleviare la sua pena infinita. Ma anche questi legami finiscono per non essere sufficienti a contrastare la marea della crisi che sommerge ogni cosa: i due autori sembrano denunciare la violenza di un sistema spietato dove i deboli e i poveri non hanno diritti né cittadinanza, e alla violenza si risponde solo con altra violenza. Uomini e topi fu pubblicato nel 1937, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, Morte di un commesso viaggiatore nel 1949 all’indomani della vittoria sulle forze del male. Nonostante la rinascita economica, il meccanismo che premia i forti e lascia indietro i deboli resta il protagonista assoluto di questi due drammi senza tempo, che mostrano la propria assoluta modernità in un presente dove il declino del sistema liberista e l’abbandono dello stato sociale ancora una volta mettono a nudo l’incapacità della società occidentale di progettare un futuro per i propri figli, condannati in eterno a pagare per le colpe dei padri.

Annunci

Un pensiero su “Imola a teatro: un marzo americano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...