Il Tempo dei Fantasmi di Susanna Trossero

Recensione di Chiara

trossero_600x800L’inquietudine aleggia fra le righe di questo libro dalla scrittura molto curata, così come curata è l’attenzione al particolare, alla giusta inquadratura, al giusto gusto delle parole che Susanna ricerca con passione.
Ci troviamo fin da subito in un presente/passato che come ci ricorda Velia, figlia di re etrusco ( La fanciulla dei Velcha ), “ …vive e mai può essere ignorato”.
Si alternano vicende e protagonisti che “toccano”  la morte, oppure la ricordano e magari ritornano dopo la morte per accorgersi che “ ..la natura umana non è stata deviata o migliorata dai semafori, è rimasta la stessa di allora: amica, nemica, prigioniera o pronta a imprigionare…..” ( Ritorno a casa ).
La potenza dell’olfatto che “..ci attira per sentieri appartati, pifferaio magico impossibile da ignorare ( Anime risorte ) è capace di risvegliare persone, situazioni, luoghi e soprattutto nostalgie.
Nostalgie di sentori familiari alla cui mancanza non ti sei ancora rassegnato.
I racconti brevi  di Sussanna Trossero ci ricordano che nella vita possono esserci tanti tipi di morte e  spesso capita di  morire tante volte ( Il segreto della vita ).
Molto discreto e delicato lo stile narrativo che la scrittrice usa per affrontare questo tema ancora così poco esplorato, che solitamente si preferisce lasciare per il  “poi “ e far finta che faccia parte di un grande gioco o piuttosto di un sogno che non si può “ …raccontarlo a nessuno…” (La mantide albina ).

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