Quintoveda: Omaggio ad Amy Winehouse in prima assoluta, John Dallas in concerto, il teatro di denuncia con Amorosi Assassini, Federico Paulovich drum clinic

Omaggio a Amy Winehouse3È molto denso e articolato il calendario che Quintoveda Compagnia arti performative e Associazione Panta Rei propongono fino alla fine di marzo: musica, teatro, laboratori per bambini e una prima assoluta martedì 29 marzo con L’anima perpetuamente in tempesta. Omaggio ad Amy Winehouse, la donna, l’uomo, l’artista a cura della compagnia teatrale Broken Dolls.

Sabato 19 marzo il pomeriggio dalle ore 17 è dedicato ai bambini dai 3 anni in su con la rassegna Intorno al Baobab che presenta Takabanda!, un laboratorio di costruzione di strumenti musicali con materiali di riciclo. Merenda e spazio giochi a seguire. In serata, invece, alle ore 21 MMi iMola presenta Federico Paulovich drum clinic. Evento a numero chiuso su prenotazione. Per info e prenotazionimmi.imola@gmail.com 329-5476881.

Domenica 20 alle ore 18:30 ancora musica, per Quintoveda Off, con il concerto acustico dei John Dallas. Aperitivo con birre artigianali di Top Of the Hops e buffet a cura di Pancake.

Martedì 22 alle ore 21 è dedicato al teatro di denuncia con Amorosi Assassini-Facciamo finta di niente dai… di Valeria Perdonò e con Marco Sforza. Uno spettacolo che fa riflette sul tema purtroppo molto attuale della violenza sulle donne.

Chiude il calendario di marzo, martedì 29 alle 21, la prima assoluta di L’anima perpetuamente in tempesta. Omaggio ad Amy Winehouse, la donna, l’uomo, l’artista a cura della compagnia teatrale Broken Dolls. Un percorso introspettivo, tra musica e teatro, all’interno della vita di Amy Winehouse

Tutti gli appuntamenti si svolgono negli spazi di Quintoveda (Via Cavour 58, Imola).
L’ingresso agli spettacoli è ad offerta libera con tessera ARCI (che è possibile fare direttamente in loco).

“L’anima perpetuamente in tempesta”
A cura e con compagnia Broken Dolls.
Un percorso introspettivo all’interno della vita di Amy Winehouse: ne verranno sottolineati il carattere, le debolezze, le dipendenze e la carriera della cantante.
Tre fasi importanti del suo percorso si intrecceranno tra di loro creando nello spettatore una discesa nell’anima dell’artista e di ciò che l’ha resa tale: dalla bulimia, il rapporto con la musica, la famiglia e la sua fame d’amore.
Fino alla decadenza del mito, a soli 27 anni, a seguito di una vita di abusi emotivi e fisici.
Un viaggio attraverso un’anima fragile, inconscia di tutta la bellezza che ci ha lasciato e che per l’ennesima volta va a toccare il come i rapporti che ci portiamo dietro fin dall’infanzia e dall’adolescenza possano formare il carattere adulto e le debolezze.————-
Lo spettacolo sarà interpretato da tre artiste donne, che si alterneranno e si uniranno sul palco mescolando arti come la danza, la musica (cantata e suonata), il teatro e la scrittura.

Amorosi Assassini-Facciamo finta di niente dai…
di e con Valeria Perdonò
“Amorosi assassini” è il titolo di un saggio edito da Laterza nel 2006: 13 giornaliste e scrittrici raccontano casi di violenza su donne avvenuti in quell’anno.
«Da quando mi è capitato per caso questo libro tra le mani – spiega Valeria Perdonò – non ho più smesso di leggere, scrivere, recitare, parlare della questione “femmina“. Cercare di non fare finta di niente insomma. Purtroppo il tema della violenza sulle donne diventa ogni giorno di più protagonista delle nostre vite e delle più crudeli vicende di cronaca. Ma non perché prima non ci fossero così tanti episodi come negli ultimi anni, solo perché finalmente se ne parla. Qualche anno fa il Telefono Rosa di Mantova mi chiese di occuparmi della questione, parlarne a teatro, dare vita al problema, raccontarne episodi, commentare e metterci del mio, ma io non sapevo da dove cominciare. Erano e sono troppi i casi! Partiamo da una statistica però, esiste un comune denominatore: mariti, compagni o ex amanti che uccidono, e famiglie che spesso sotterrano e nascondono. Cominciai a leggere resoconti degli omicidi, guardare video-interviste, analizzare i dati, e poi mi capitò tra le mani quel libro. Ma in Amorosi assassini mi ha colpito una storia in particolare, quella di Francesca Baleani, perché era l’unica che aveva un lieto fine, se così si può dire: Francesca è stata quasi uccisa dal suo ex marito ma si è salvata per miracolo, ed è riuscita a ricominciare una nuova vita! Per questo ho deciso di scrivere un monologo proprio su di lei, partendo dalla sua storia, dalle sue stesse parole così piene di disperazione ma nonostante tutto di meraviglioso attaccamento alla vita, di rinascita. L’episodio della Baleani, però, mi ha colpito più di altri anche perché si è consumato in un ceto sociale benestante e culturalmente molto elevato, e così viene meno anche il luogo comune per il quale siamo portati a credere che la maggior parte delle violenze sulle donne avvenga in sfere economico-sociali basse o ai margini. La storia di Francesca diventa dunque il filo conduttore per aprire una piccola riflessione al riguardo, per dare un tono positivo e di speranza, con tutta la violenza che comporta, e con tutta l’ironia e la leggerezza che mi contraddistinguono come donna e come attrice. Un leggio e un pianoforte, la storia di Francesca Baleani e la mia voce, citazioni semiserie, canzoni e mie riflessioni. Per dare una voce in più. Per non fare finta di niente, o almeno provarci. Per aprire una piccola riflessione sulla violenza sulle donne, sull’amore, o sulle donne e basta».

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