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2017: le letture di febbraio

Lorenzo: Il lupo della steppa di Hermann Hesse

Carla: I pesci non hanno gambe di Jón Kalman Stefánsson

Franco: L’ultimo dei Savage di Jay McInerney

Elisabetta: Infiniti peccati di Richard Ford

Nadia: L’idiota, i demoni di Fëdor Dostoevskij

 

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Michele Marziani presenta Fotogrammi in 6×6 a Quintoveda

fotogrammiUn percorso tragico, attraverso tre fotografie. Sullo sfondo la coda del terrorismo e degli anni di piombo. Sono questi i temi di Fotogrammi in 6×6 il romanzo pubblicato da Antonio Tombolini Editore che Michele Marziani presenterà martedì 11 ottobre alle ore 21 a Quintoveda (Via Cavour 58, Imola) nell’ambito della rassegna Non ricreare. Crea.

1968: Stefano ha sei anni e attraverso l’ingenuità dei suoi occhi di bambino racconta la Rimini del boom economico. Le case in affitto ai turisti d’estate e le epiche fatiche con gli ultimi caldi per imbottigliare la conserva di pomodoro. Una mamma stanca e nervosa, un papà triste.
1973: Ursula è una bambina un po’ schiva. È scappata dal Cile degli orrori di Pinochet perché il suo papà lavorava per il presidente Allende. Ursula racconta a Stefano di un mondo lontano che si fa reale.
1994: Ci sono un altro mare, il Tirreno, in Liguria, a Laigueglia, e un altro bambino in questa storia. Un bambino troppo piccolo per raccontare. Lo fa nonna Anna, la mamma di Stefano, che ora deve crescere da sola il piccolo Ernesto.
«Sei il figlio di due genitori – scrive la nonna Anna – sei figlio del tuo tempo e di come le persone in quel tempo sono state. Forse di saperlo non te ne farai nulla. Ma del non saperlo, te ne faresti ancora meno».

Michele Marziani è uno scrittore in lingua italiana. Ha pubblicato diversi romanzi tra i quali Umberto Dei e Nel nome di Marco (Ediciclo), Il pescatore di tempo nella collana Piccola filosofia di viaggio di Ediciclo Editore, la raccolta di racconti Un ombrello per le anguille (Guido Tommasi Editore) e diversi libri di viaggio nella cultura materiale italiana. Giornalista dal 1985 fino al 2007, quando si allontana definitivamente dalla professione per seguire la propria vocazione di narratore. Dirige la rivista online di letteratura Il Colophon. Ricopre il ruolo di direttore editoriale della casa editrice Antonio Tombolini Editore. Tiene corsi di scrittura, workshop e laboratori di narrativa.

Gianluca Morozzi e Gli Avvoltoi presentano “Confessioni di un povero imbecille”

confessioni-di-un-povero-imbecilleMartedì 4 ottobre alle ore 21 a Quintoveda (Via Cavour 58, Imola) lo scrittore Gianluca Morozzi e Gli Avvoltoi inaugureranno la rassegna Non ricreare. Crea con la presentazione del libro+cd Confessioni di un povero imbecille appena pubblicato da Fernandel.
Moreno Spirogi e Nicola Bagnoli rappresenteranno la storica band bolognese proponendo uno show case e affiancando Morozzi sul palco del teatro underground.

«Eccomi qua. Dopo ventisei anni di carriera ho raggiunto l’equilibrio fallimentare perfetto. La fusione tra pubblico e band, con il pubblico e la band riuniti nella stessa macchina…»
A metà degli anni Ottanta un ragazzo bolognese di nome Cristian Cabra fonda con tre compagni di scuola una band di rock demenziale: nascono i Despero. Nel 1988, acquisito il nome d’arte di Kabra, si innamora dell’inconquistabile Sarah e trasforma il suo gruppo in una seria e rigorosa rock band. Nel 2016, dopo mille traversie, cambi di formazione, quattro cantanti, tanti dischi e pochi successi, Kabra e i Despero sono ancora sui palchi.
Come sempre, tante storie d’amore, di strade e di rock, con episodi ambientati nei vari momenti della carriera dei Despero: dai primi accordi alla rovinosa caduta dal ponte di un finto Titanic. Dall’impatto
con l’antagonista Tex al nuovo incontro con Zanna e Sarah. Dalla formazione a cinque a quella a due, chitarra e batteria. Da Lisa, la sosia bassista, a Elettra, chitarrista dalla mente a sette dimensioni.
In allegato al libro il cd audio Confessioni di un povero imbecille, il disco inedito della storica band bolognese Gli Avvoltoi, un’opera rock omaggio a Despero in cui i personaggi e le atmosfere del romanzo
acquisiscono una forma musicale.

Gianluca Morozzi è nato nel 1971 a Bologna, dove vive. Autore prolifico e estremamente generoso, ha pubblicato numerosi titoli con Fernandel e Guanda, a partire da Blackout (2004) e L’era del porco (2005).
Anche se si considera il peggior chitarrista del mondo, è il chitarrista degli Street Legal, una tribute band che omaggia Bob Dylan. Ha suonato nel cd Deviazioni, tributo a Vasco Rossi pubblicato in allegato al
Mucchio Extra, realizzando con Andrea Parodi e la Mama Bluegrass Band il brano “Brava”.
Conduce insieme a Moreno Spirogi il programma L’era del Moroz su Radiocittà Fujiko.

Il progetto musicale degli Avvoltoi nasce a Bologna nel 1985. Nel 1987 La Toast di Giulio Tedeschi pubblica il primo 7’’ con il titolo “Questa notte” contenente tre brani: l’inedita “Questa Notte” e le cover “Era un Beatnik” delle Teste dure e “Un uomo rispettabile”, la “Well respected” man dei Kinks. Nel 1988 esce il loro primo album “Il nostro è solo un mondo Beat” che diventa, in poche settimane, un successo della musica indipendente italiana, raggiungendo le prime posizioni nelle classifiche di cinque importanti testate musicali italiane.
Il 1989 porta un cambio quasi radicale di formazione e l’anno successivo esce “Quando verrà il giorno” un disco ben diverso dagli esordi, più maturo e ricercato, con venature di psichedelia, folk e proto-prog. Dal
1992 al 1994 escono “Sono un uomo” (7″ Destination X), “Hush” (12″ Vù Ballè Vù), “Quando vuoi scappare” (7″ Destination X) e la raccolta con materiale inedito dal 1987 al 1993 “Ora sai perché” (LP Destination X).
Anche la Sony Music, si interessa al gruppo ed inserisce il brano “Vorrei essere un vampiro” nella raccolta Dracula Compilation. Nel 2005 il gruppo con caparbietà e con indispensabili cambi di organico pubblica due singoli: il primo, “Gianni / Non Voglio Pietà”, per l’etichetta Teen sound; il secondo, I Capelli Lunghi / E Voi, E Voi, E Voi per la Skipping musez. L’anno successivo esce “L’altro Dio”, che vede la partecipazione di svariati ospiti/amici tra cui Cisco, Emidio Clementi, MCR, Velvet e il comico Giovanni Cacioppo,. Sul finire del 2010 esce l’ep “Manifesto Pop” che contiene quattro brani con riferimenti psichedelici e pre-prog, da cui il regista Pozzan seleziona “Illustrazione cantata da due generazioni oltremodo dissimili nel sognare” come colonna sonora del film I Giorni Di Ieri. L’anno
successivo esce il singolo “Moreno è impazzito” per L’Ansaldi Rec. Nel 2012 la Sonic Press di Oderso Rubini pubblica il libro+cd “Storia Di Un Gruppo Ridicolo”. Nel 2013 Dome La Muerte (CCM, Not Moving) partecipa non senza lasciare il segno, alla storia degli Avvoltoi e nel giro di pochi mesi escono due album per la GoDown, “Live Al Sidro” e “Amagama”, l’album che decreta la totale rinascita e la svolta definitiva di questo incredibile gruppo.
Attualmente la band è composta da: Moreno Spirogi – Voce; El Pannocchia – Chitarra; Nicola Bagnoli – Tastiere; Michele Rizzoli – Basso; Giampiero JP Palazzino – Batteria.

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Enjoy Your Town, il programma dall’8 al 12 aprile

Rock in love 2Terza settimana di eventi per la 2° edizione di ENJOY YOUR TOWN festival di arti performative che si svolge fino al 30 aprile 2016 nel centro storico di Imola.

Ricordiamo che l’obiettivo del festival è proporre una vera e propria epidemia culturale all’interno della città. Arti performative che si insinuano tra la gente e nei luoghi che essa frequenta. Una invasione non solo nei luoghi tradizionalmente preposti alla cultura, ma anche, e soprattutto nei suoi non luoghi, affinché le persone possano incontrare casualmente arte e cultura e se ne possono appassionare. Dove, ancora più casualmente, può iniziare il percorso culturale di qualcuno, dove si può sviluppare un principio di cittadinanza, di appartenenza e condivisione rispetto ad uno spazio.
Un’idea di città che diventa comunità, che condivide e cresce.Continua a leggere…

Muriel Pavoni presenta “Veduta di pianura con dame” il 12 aprile a Quintoveda

veduta di pianura

Martedì 12 aprile, alle ore 21, nel teatro underground di Quintoveda (Via Cavour 58) a Imola, Muriel Pavoni presenta Veduta di pianura con dame (Edizioni La Meridiana, 2015), raccolta di racconti liberamente ispirati alle vite di dieci donne partigiane che dal 1800 hanno contribuito alla storia del nostro Paese in qualità di attiviste (come Giuseppina Cattani, Maria Goia, Maria Luisa Minguzzi), staffette (come Ida Camanzi, Maria Margotti, Benilde Verlicchi), artiste che non declinarono al loro ruolo di fare la resistenza (come Cordula Poletti e Sonia Micela) o, ancora, maestre (come Maria Maltoni e Giovanna Righini Ricci). Molte delle vicende di cui si parla sono geograficamente collocate in Romagna. A dialogare con l’autrice sarà la giornalista Carla Casazza.
La presentazione fa parte degli eventi proposti da
ENJOY YOUR TOWN festival di arti performative (http://eyt.imola.city/) che si svolge fino al 30 aprile 2016 nel centro storico di Imola con l’obiettivo di innescare una vera e propria epidemia culturale all’interno della città.

Muriel Pavoni, nata a Imola, lavora in un centro di formazione. Nel tempo libero si occupa di promozione della cultura e della scrittura. Nel 2011 è uscito il suo libro di racconti dal titolo La discarica degli acrobati sbadati, Giraldi Editore, è coautrice dello spettacolo teatrale a più mani Voci – immagini dal manicomio, T.I.L.T. 2012, e del romanzo collettivo Il libro delle vergini imprudenti, Navarra Editore, 2014.

Muro di casse di Vanni Santoni: presentazione al Brigata 36 di Imola

12045244_699596600140985_6927922797030266310_oDomenica 4 ottobre 2015
Dalle ore 18 al csa Brigata 36
presentazione con l’autore Vanni Santoni del libro

MURO DI CASSE

L’ultimo libro di Vanni Santoni è tante cose insieme: un romanzo, un saggio, una storia dei teknival, una geografia del movimento e degli spazi che lo hanno caratterizzato negli ultimi 25 anni.
https://www.facebook.com/murodicasse?ref=ts&fref=ts

“Perché sognare un quarto d’ora di celebrità se potevi prenderti dieci o venti ore al centro dell’universo? E la bellezza. Potevamo creare ovunque la bellezza: in ogni angolaccio, sotto a ogni cavalcavia, poteva sgorgare una fonte di meraviglia. Ogni periferia, ogni cittadina di provincia senza più guizzi poteva tornare a splendere e ribollire per una notte. E non parlo solo dei posti dove andavamo: il fatto che andassimo in alcuni faceva sì che tutti, in potenza, custodissero la bellezza.
Quindi, la speranza.
Cosa è stata questa ‘cosa’ sfuggente, multiforme ed entusiasmante avvenuta in Europa tra il 1989 e oggi – una cosa lunga dunque un quarto di secolo? Proprio dalla consapevolezza che nessun dato potrà mai avvicinarsi al significato profondo del rave, del trovarsi lì, a ballare davanti a un muro di casse fino al mattino (e sovente fino a quello ancora successivo) in quelle industrie abbandonate, in quei capannoni, in quei boschi, in quelle ex basi militari, fiere del tessile, ballatoi, vetrerie, depositi ferroviari, rifugi montani, bunker, uffici smessi, pratoni, centrali elettriche, campi, cave, rovine di cascinali, finanche strade di metropoli quando venne il momento della rivendicazione, è nato questo libro – perché, sia pure con una forte impronta documentale, in casi come questo il romanzo è il più potente strumento di analisi e rappresentazione della realtà.”

 

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