Precipitare nel teatro di Marina Sangiorgi

14963257_10153892541466360_8859209260645378115_nSabato 19 novembre ore 21.00, presso il Teatro Lolli (Via Caterina Sforza 3) di Imola Associazione culturale T.I.L.T. e Viaemiliaventicinque metteranno in scena
Precipitare nel teatro di Marina Sangiorgi (1972-2016), regia di Cristina Gallingani e Muriel Pavoni.

“Scrivi come Elsa Morante” le disse Davide Rondoni incoraggiandola a pubblicare il suo primo romanzo. Marina Sangiorgi comincia a scrivere da bambina ma pubblica i suoi primi racconti e saggi critici alla fine degli anni ’90. Si avvicina al teatro negli ultimi anni della sua breve vita. Ne apprezza il suono della parola detta. Nella serata si ascolteranno i testi scritti in occasione dei laboratori organizzati dall’associazione culturale Acqua di terra/Terra di luna e dai progetti promossi dall’associazione Viaemiliaventicinque che aveva contribuito a fondare.

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T.I.L.T: eventi d’autunno

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il calendario degli eventi ottobre-dicembre 2016 di T.I.L.T.

DOMENICA 2 OTTOBRE · ORE 21.00
Nidodiragno/Cooperativa CMC – Cooperativa Le Tre Corde
Prova aperta per “Non domandarmi di me Marta mia”
di Katia Ippaso
con Sara Bertelà
regia Stefano Randisi · Enzo Vetrano

SABATO 5 NOVEMBRE · ORE 21.00
Artisti Vari
Arte
regia Gian Marco Pezzoli · Marta Bedeschi

SABATO 19 NOVEMBRE · ORE 21.00
Ass. Cult. T.I.L.T. e Viaemiliaventicinque
Precipitare nel teatro
regia Cristina Gallingani · Muriel Pavoni
serata intorno alla scrittura teatrale di Marina Sangiorgi (1972 · 2016)

SABATO 10 DICEMBRE · ORE 21.00
Collettivo InternoEnki
Amoressia
Testo Federico Cervigni
Scrittura scenica e regia Terry Paternoster
Luci David Baritton
Liberamente ispirato alla storia di Thomas Beatie

LUNEDÌ 19 DICEMBRE · ORE 21.00
Associazione Culturale T.I.L.T
Eduardo
Esito del laboratorio teatrale su Eduardo De Filippo condotto da Marco Manchisi

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La vita azzurra vola di Marina Sangiorgi

Domenica 10 aprile ci ha lasciato Marina Sangiorgi, brava scrittrice e nostra amica.
Vogliamo salutarla con un suo bel racconto, La vita azzurra vola.

La direttrice si ferma sulla porta e mi chiama: – Magda! –
Alzo gli occhi.
– Il fax non è ancora arrivato – dice, e mi guarda.
– Be’, riprovo –
Accidenti al fax, non si poteva mandare una mail?
La direttrice osserva per un attimo il cactus fiorito sulla mia scrivania, se ne va.
Stefano si alza, dice: – Ci penso io –
– Grazie, ti offro un caffè –
Spingo il pulsante del caffè lungo, mi chino a guardare che scenda il liquido nel bicchiere, sollevo la paretina di plastica, prendo il bicchiere, che scotta un po’, glielo porto.
– Come va oggi? – chiede.
– Insomma – dico.
È un periodo abbastanza buono. Certo, a volte la sento la voragine che si spalanca sotto i piedi. Da quando ho compiuto i quarant’anni piango tutti i giorni alle undici. Vado in bagno, seduta sul coperchio del water singhiozzo piano, torno al mio posto con gli occhi rossi.
– Che hai? – mi chiede Stefano.
– L’allergia –
È così, una specie di allergia alla vita, che pure mi piace così tanto; mi piace stare in spiaggia anche se la pelle si brucia, mi piace il mare anche se ho paura dell’acqua, mi piace la linea laggiù tra i due azzurri, la linea che intravedo nettissima tra il mare e il cielo.
In pausa pranzo chiedo a Stefano perché non fa figli. Da cinque anni vive con Cristina. Li vado a trovare, lei cucina, d’inverno fa lasagne squisite, larghe come strade.
– Stiamo bene così – mi dice – Non è sempre necessario –
Non è necessario, ma è meglio. Che buon utilizzo del tempo e del corpo, dello spazio, i bambini.
– Neanche tu fai figli – dice.
– Certo, sono moderna -, e addento il panino con tanto slancio che la farcitura di tonno e uova cade nel piatto.
Che donna moderna che sono. Sono sola, e questo è così moderno. Ma tutte le cose moderne sono vecchie come il cucco, e di donne sole ce n’erano anche mille anni fa. Facevano le zie, anche a quei tempi. Le mie nipotine mi strillano dalle altre stanze – zia, zia – e io corro, mi faccio pettinare, seduta sul tappeto gioco con le Barbie.
Invecchio e la vedo la striscia bianca allargarsi nei capelli.
Invecchio e mi piace l’odore di plastica morbida della Barbie: le metto un vestito sgargiante, da sera, e i sandaletti minuscoli ai suoi piedi fintissimi, forzati al tacco dodici. Per me niente tacchi, poco trucco e sciarpa al collo appena accendono l’aria condizionata. Per me un’altra estate allegramente disperata. Per me un po’ d’amore, se possibile, per favore.
Mi toccherà fare un’ altra volta tutto io, in quest’epoca moderna in cui donne moderne prendono l’iniziativa. Farò qualcosa, mi conosco, non starò zitta, non farò finta di niente aspettando che mi passi.
Lui ha occhi belli e grandi, intensi, scuri. È appena arrivato, la direttrice ha detto di mettere a posto l’archivio, ci siamo visti due pomeriggi. Parla poco, è gentile, ogni tanto fa battute che mi fanno ridere davvero.
Lo incontro all’uscita, – Mi offri da bere? – propongo, purtroppo deve andare, ha un impegno, un’altra volta si può fare, certo, bene, ciao.
Che sospiri mi escono dal petto, sospironi angosciosi, potenti come uragani, immensi. Il fatto è che desidero, terribilmente, ancora.
E stamattina vago per i corridoi, scendo e salgo le scale, – Buongiorno Magda -, incrocio la direttrice: sempre molto elegante, piega perfetta, rossetto color pesca.
– Buongiorno -, cammino spedita, non sto lavorando ma giro sperando di incontrarlo, infatti eccolo, alla fotocopiatrice, – Ciao – dico, lui mi sorride, e tutto comincia di nuovo, tanto simile a un ennesimo precipitare che sento già lo schianto, la caduta finale – a meno che stavolta per miracolo dopo la rincorsa e il salto, mentre affondo nel vuoto, a un passo dal suolo invece di rovinarmi, di frantumarmi in mille pezzi, io riesca a sollevarmi, con una spinta delle gambe, e impari a spalancare le braccia, a planare, a volare, a salire, e infine appoggiarmi, delicatamente, nell’aria come fosse acqua, e galleggiare.

Marina Sangiorgi

Ritorno al giardino dei Finzi Contini. 100 anni di Giorgio Bassani

bassaniRitorno al giardino dei Finzi Contini. 100 anni di Giorgio Bassani.
A cura di Viaemiliaventicinque

In occasione del centenario della nascita di Giorgio Bassani (4 marzo 1916), l’autore
del Romanzo di Ferrara è ricordato attraverso la sua biografia, l’opera narrativa e poetica. Note critiche e letture dai suoi romanzi più noti tra cui Gli occhiali d’oro, Il giardino dei Finzi Contini, L’airone, Dietro la porta e Cinque storie ferraresi.
Introduzione critica e letture a cura di Corrado Dal Pozzo, Muriel Pavoni, Marina
Sangiorgi, Luigi Tranchini e Giorgio Zabbini, associazione culturale
Viaemiliaventicinque.

martedì 5 aprile 2016, ore 20.30

Neve di Orhan Pamuk

recensione di Marina Sangiorgi

Il poeta Ka vive a Francoforte con lo stipendio da profugo, guarda film porno e non riesce più a scrivere. Ma quando arriva in un paese turco, Kars, per inseguire una donna forse amata, gli torna l’ispirazione, e febbrilmente, in pochi giorni, scrive poesie sul suo quaderno ai tavolini del bar, in camera all’albergo, durante le cene, nei bagni del teatro. E ne è grato. “Quando sento che la poesia sta per arrivare, il mio cuore si riempie di riconoscenza nei confronti di colui che me la manda, perché divento molto felice”. (pag.131).