La libreria del buon romanzo di Laurence Cossé

Recensione di Nadia

Esiste un solo lettore che non desideri aprire una libreria propria?
io l’ho sempre sognato e questo libro, pur con la struttura di un romanzo, spiega in dettaglio ciò che serve, al di là della passione per le buone letture, in una libreria di successo.
L’intento dell’autrice è però anche quello di segnalare BUONI ROMANZI, di denunciare la realtà economica che sta dietro alle librerie e, prima ancora, alle case editrici.
Al Buon romanzo, si possono trovare solo libri di qualità, scelti da otto scrittori anonimi per il pubblico e per se stessi.
L’apertura e il primo successo della libreria è subito seguita da sabotaggi e articoli di pubblicità negativa. Ai proprietari (Van e Francesca), viene attribuito l’appellativo di “razzisti” per la poca possibilità di scelta che offrono ai propri clienti ma la libreira resta in piedi grazie ai nujmerosi clienti soddisfatti.
Il romanzo si presenta fin dall’inizio come un giallo. 3 su 8 elettori vengono aggreditiin modo specifico fino a indurre paura anche negli altri.
Van e Francesca si rivolgono a un commissario perchè inizi le indagini sugli aggressori.
E qui inizia la parte assurda. Perchè raccontare al poliziotto la storia d’amore tra Van e Anis, pur bella e intensa? Perchè far terminare l’indagine velocemente in modo scontato e deludente? Perchè descrivere l’apertura di librerie attorno al Buon Romanzo, sempre più grandi e lussuose fino al ridicolo per descrivere l’invidia della gente? Forse l’autrice non riusciva a trovare un filone narrativo e ha scelto il giallo.
In conclusione, ho trovato questo libro più interessante e utile semmai volessi aprire una libreria che bello.

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Il Budda Geoff e io una storia moderna di Edward Canfor-Dumas

Recensione di Nadia

 Il romanzo ripercorre una parte della vita di Ed, il protagonista, dal suo approccio all Buddismo di Nichiren in avanti.
Come ogni persona che si avvicina a questa filosofia o ad altre differenti dalla propria cultura, anche Ed inizialmente è dubbioso e teme di incorrere in una setta o in gente approfittatrice.
Il percorso interiore di Ed è stupefacente anche se molto lento. Scelta dell’autore per far comprendere meglio la teoria su cui si basa il Buddismo di Nichiren.
E’ un romanzo di crescita ma anche un ottimo libro da consultare per chi vuole iniziarsi a questo tipo di Buddismo o per chi desidera rinfrescare i principi su cui si fonda.
Sono spiegati i 10 mondi, il principio di causa/effetto e di saggezza, coraggio e compassione, la teoria del due ma non due, l’importanza del recitare per ritemprarsi e acquistare l’energia vitale indispensabile per affrontare le avversità.
Geoff è un personaggio positivo, l’amico sempre disponibile che tutti vorrebbero avere. Descrive il suo lavoro con queste parole: “permetto agli uomini di vederci meglio a ogni livello”. E’ infatti un lavavetri, di quelli che si vedono con il ponteggio sui palazzi, ma nel contempo insegna a vedere la vita di ognuno attraverso la lente buddista del principio di causa/effetto.
Ed comprenderà di essere lui stesso la causa dei propri guai e imparerà a modificare il proprio mondo interiore trasformando, in automatico, anche quello esterno. Diventerà uno scrittore, coronando così il suo più grande desiderio.

Il profumo di Patrick Süskind

Recensione di Nadia

Dare una mia opinione a questo romanzo tanto acclamato mi fa sentire un po’ contro corrente.
 Non mi è piaciuta la storia sia per le numerose ripetizioni sia per l’assurdità. C’è una grossa contraddizione nel protagonista che dapprima si rifugia in una caverna per sfuggire al tanto odiato odore umano poi, una volta scoperto di non possederne uno si dispera e se lo crea per sentirsi parte di quel mondo che pochi capitoli prima ripudiava e lo ripudiava.
La scrittura merita invece la fama di romanzo di livello.
Attraverso meravigliose descrizioni l’autore riesce a portare il lettore nell’essenza crudele, nel mondo olfattivo del protagonista in modo magistrale. Riesce a mostrare i paesaggi e gli altri personaggi attraverso le sensazioni olfattive di Grenouille svelando così un mondo privo di allegrìa, come lo è Grenouille stesso. Non riconosciuto dalla nascita lungo tutta la sua vita, è un personaggio negativo che resta tale per tutta la storia senza mai riuscire a considerarlo una vittima.
Il romanzo è carico di simbolismi religiosi che confluiscono nel cannibalismo finale, chiaro riferimento all’Eucarestia.
L’idea dell’autore è geniale ma tocca troppo violentemente corde e note cupe e basse che invischiano nelle brutture dell’animo umano portando a galla un mondo che forse non voglio vedere.

L’uomo duplicato di Josè Saramago

Recensione di Nadia

A dispetto del titolo di questo mio commento devo dire che l’inizio del romanzo non mi è piaciuto molto. Infatti lo stavo abbandonando delusa. Ma non ne ho avuto il coraggio. Amo saramago e il suo modo di scrivere e, ora che ho terminato il romanzo, sono felice di aver continuato la lettura.
La vicenda narra di un professore di storia sull’orlo della depressione che per caso scopre, guardando un vecchio film, di non essere l’unico sulla terra, addirittura nella stessa città, con il suo volto. Dopo una serie di peripezie a dispetto della privacy, riesce a recuperare l’indirizzo del suo doppio e ad incontrarlo per verificare di persona la somiglianza che si rivelerà uguaglianza perfetta. Uno dei due è il duplicato dell’altro. Entrambi sono uguali non solo nell’aspetto bensì anche nelle azioni tanto che il professore di storia, appagato dalla sua scoperta, chiude il caso e ricomincia a vivere la sua vita. L’altro però, che di professione fa l’attore, ricomincia a cercarlo per vendicarsi delle difficoltà coniugali che il primo gli ha causato rivelando alla moglie la propria esistenza.
Un caso intricato che Saramago sa sbrogliare senza intoppi anche quando sembra non si esca più dagli arzigogolati pensieri del protagonista a cui risponde il proprio Senso Comune che entra nella storia come un personaggio fisico. Compare in auto, in casa, ovunque e soprattutto quando meno te lo aspetti.
Unico neo: a volte le divagazioni sono lunghe e pesanti. Poi ci si fa l’abitudine.
La costruzione del romanzo si rifà alla domanda: “cosa succederebbe se ci si trovasse di fronte al proprio duplicato?”. La risposta non è semplice e varia da persona a persona. L’unica certezza è che entrambi si comporteranno nello stesso modo proprio perchè uguali generando una catena infinita di eventi, al di là del Senso Comune o della realtà.